Il nuovo concetto di anatomia ottica

Dentista Moderno, Il nuovo concetto di anatomia ottica dott. Pasquale Loiacono

Alla luce delle più attuali conoscenze, il ruolo della fotografia clinica non deve limitarsi alla funzione di documentazione, ma può integrare efficacemente i processi diagnostici perché consente di comprimere e dilatare il tempo e lo spazio. La finalità del presente lavoro è di mostrare come si possa valorizzare ulteriormente questa funzione di analisi e diagnosi. Non sempre il mezzo fotografico è utilizzato secondo criteri scientifici, perché l’attuale approccio alla fotografia, così come la cultura del colore in Odontoiatria, è storicamente fondato più su una concezione artistica che scientifica. Nel solco della necessaria evoluzione scientifica, è stata recentemente proposta una nuova filosofia operativa: la Fotografia Basata sulle Evidenze Scientifiche (Evidence Based Dentistry Photography) L’EBDP enfatizza la funzione diagnostica dell’immagine fotografica, permettendo di utilizzare la fotocamera digitale come uno strumento di misurazione di altissima precisione dei dati colorimetrici. Il presente lavoro mostra come l’immagine fotografica possa divenire uno strumento ideale per la comprensione delle caratteristiche anatomico-strutturali dei denti, e di come queste siano correlate al comportamento ottico della materia dentale. La stretta dipendenza tra questi due aspetti permette di formulare e definire un nuovo concetto: quello dell’“anatomia ottica” del dente. L’anatomia ottica spinge il clinico a focalizzare la propria attenzione non più sulla percezione del colore - fenomeno aleatorio, soggettivo e sfuggente - ma sulle caratteristiche della materia e della radiazione luminosa che quelle stesse percezioni hanno generato. È, in altri termini, un ambiamento radicale di prospettiva, dall’approccio percettivo-artistico tradizionale a quello scientifico-realistico più moderno. L’anatomia ottica è uno strumento pratico per comprendere le logiche e gestire le dinamiche di stratificazione dei restauri. Solo conoscendo la complessità ottico-strutturale del dente si può pensare di riprodurne, anche parzialmente, le
caratteristiche strutturali nei restauri.